Preoccupanti i dati emersi dalla ricerca pilota illustrata da Linda Laura Sabbadini all’incontro “Amore non è potere” che si è tenuto al Salone del Libro. 

I dati sono quelli emersi dall’analisi di più di 1300 questionari compilati da ragazzi e ragazze delle superiori di tutta Italia. Indagine che era stata progettato per cercare di capire se e quanto siano segnate dalla violenza le loro relazioni intime. È stata proposta e realizzata da Centri Antiviolenza E.M.M.A. in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila e il Salone del Libro. 

“Per quanto i dati rappresentino solo i ragazzi e le ragazze che hanno compilato il questionario – ha detto Linda Laura Sabbadini – emerge un quadro che lascia poco spazio ai dubbi: la violenza nelle relazioni è percepita come un fenomeno diffuso. E soprattutto dalle ragazze: il 97,9 per cento ritiene che la violenza psicologia sia molto o abbastanza presente nelle relazioni tra coetanei. Altissime anche le percentuali per la violenza on line (94%), quella sessuale (88,7) e la fisica (87,9). 

A confermare le preoccupazioni emerse le parole di Anna Maria Zucca, la presidente di Centri Antiviolenza E.M.M.A onlus: “Ai centri antiviolenza – ha sostenuto – sempre più spesso accogliamo giovani donne minorenni che vivono o hanno vissuto episodi di violenza. Anche per questo abbiamo cercato, con questo progetto, di indagare sulle relazioni intime tra le giovani generazioni” 

È dalle scuole che si deve partire per costruire relazioni che abbiano al centro il consenso, che siano libere da violenza”, lo ha sostenuto Giulia Minoli, la presidente di Una Nessuna Centomila, la Fondazione che lo scorso 25 novembre ha lanciato la campagna “Se io non voglio tu non puoi” sul tema del consenso. “Ma l’Italia è uno dei pochi paesi europei – ha ricordato- che non prevede programmi di educazione sulla affettività e sessualità nelle scuole. 

Assolutamente d’accordo sulla necessità di inserire questi temi nella programmazione scolastica fin dalla prima infanzia il filosofo Lorenzo Gasparrini: “oggi ci sono molte esperienze interessanti, ma non in tutte le scuole. Ragazze e ragazzi sono in gran parte lasciati soli ad affrontare nodi centrali della loro crescita”. 

“La ricerca conferma l’importanza di tutte le attività di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole portate avanti dal progetto S.O.S., che riprenderanno a settembre” – lo ha ricordato Selene Cascella, vicepresidente dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus, capofila del progetto S.O.S.