Rassegna Stampa

Storie di Quartiere: EMMA Onlus, una carezza per le donne vittime di violenza

RASSEGNA STAMPA

Questa settimana a Storie di Quartiere ci occupiamo di violenza di genere. Raccontiamo la storia di EMMA Onlus, un’associazione che da diversi anni lavora sul territorio torinese per aiutare ragazze, donne adulte e signore più anziane a sfuggire dalla violenza.

EMMA Onlus, donne che aiutano le donne

Spesso sui social o in tv leggiamo di storie di violenza, di percosse contro le donne, o peggio di femminicidi. Quasi sempre ci indigniamo. Ma quasi mai approfondiamo le storie di queste ragazze, donne e signore. E quasi mai cerchiamo di comprendere i loro contesti e come queste donne siano uscite da vortici di violenza fisica e psicologica molto complessi che sembravano eterni. Ecco da questo nasce l’impegno di EMMA Onlus. EMMA Onlus è un’associazione che sorge nel territorio torinese oltre 25 anni fa. Nasce come luogo d’incontro di donne per altre donne e si sviluppa successivamente come centro antiviolenza.

Attualmente, Il centro non si occupa esclusivamente di aiuto e supporto alle donne vittime di violenza. Vengono realizzati attività di sensibilizzazione, progettazione e formazione per la cittadinanza, visto che il fenomeno della violenza di genere sempre ha un’origine culturale. Queste attività spesso hanno lo scopo di evitare la rivittimizzazione delle donne che chiedono aiuto, e che quasi sempre lo fanno con grande difficoltà.

EMMA è costituita da equipe multidisciplinare con avvocate, psicologhe, assistenti sociale e operatrici. Proprio le operatrici sono le figure più importante. Queste sono esperte di dinamiche di violenza di genere con cui la vittima realizza dei percorsi fatti di incontri, di emancipazione e consapevolezza delle dinamiche di violenza.

A questo percorso, possono essere affiancati quello legale e psicologico. L’affiancamento psicologico subentra nei casi in cui le vittime sono donne che hanno alle spalle lunghe e deterioranti storie di violenza, che hanno procurato nel tempo danni psicologici o peggio, dipendenze. In casi estremi, questi percorsi possono garantire anche l’accoglienza in strutture protette. Soprattutto in caso di donne sole o con minori che devono abbandonare immediatamente il contesto maltrattante. Importante ricordare che questi percorsi che EMMA realizza sono completamente gratuiti e che vengono svolti senza l’obbligo di denuncia. Questi si dedicano quindi alla rientrata in società di queste donne, con indipendenza economica e un lavoro. Percorsi che spesso durano anche 2 anni.

I cambiamenti del fenomeno e i progetti presenti e futuri

Come abbiamo scritto sopra EMMA Onlus è attiva da oltre 20 anni nel campo. E per raccontare la loro storia, abbiamo contattato una delle vicepresidenti, Silvia Spadini. Spadini ci ha spiegato come è cambiato l’osservazione attiva del fenomeno che fa la Onlus. Nello specifico, ha evidenziato che “il fatto per cui adesso si parli tanto del fenomeno, o per cui molte più donne denuncino o chiedano aiuto ai centri antiviolenza non significa che le percosse prima non ci fossero o fossero in percentuale minore“. Si è assistito, quindi, ad un aumento della consapevolezza. Ci ha raccontato che inizialmente ai centri si rivolgevano donne che avevano tra i 30 e i 50 anni. In questo momento, o comunque negli ultimi anni, si sono viste anche ragazze molto giovani o signore più anziane a chiedere aiuto. Persone che qualche anno fa rimanevano soggiogate nel loro habitat maltrattante. Dunque il tempo ha permesso una maggiore possibilità di chiedere aiuto.

Per questo, i progetti che EMMA Onlus svolge sono importanti. Ne vogliamo citare due. Il primo riguarda le donne che scappano da casa senza nulla. Talvolta senza neanche i documenti. A questo proposito l’associazione si è dotata di diversi kit di prima necessità, come l’intimo o prodotti di cura per l’igiene personali. Necessari per la vita di tutti i giorni, soprattutto in quei contesti. Il secondo invece riguarda gli orfani da femminicidio. Questo cerca di colmare le problematicità che sorgono in ragazze e ragazzi che hanno vissuto ambienti violenti che sono deteriorati a tal punto di sfociare nel gesto più estremo: il femminicidio.

Per concludere ricordiamo che gli sportelli antiviolenza di EMMA Onlus sono presenti sia a Torino, al Campus Einaudi, al Municipio di Rivoli, a Carmagnola in Via Cavalli e al Punto Donna di Nichelino.